HISTOIRE DU TANGO - LIRA CLASSICA (LR CD 0102)
Un Piazzolla inedito
In più di un senso…
Effettivamente “suona” strano ascoltare musiche di Piazzolla suonate senza il Bandeoneon e difatti le composizioni originali che non lo prevedono sono molto poche, anche perché oltre ad essere compositore Piazzolla era un grandissimo interprete della sua musica; basti pensare che tutte le sue opere, quasi 600, sono state incise in qualcosa come una cinquantina di album.
Classica, contemporanea, popolare, jazz, colonne sonore, i generi toccati sono praticamente tutti, le fonti sono le più diverse e nessuna prevale sull'altra.
“Volevo swing di Tango, non di Jazz né di musica classica contemporanea: Piazzolla deve essere Piazzolla! Per me il tango tradizionale non ha swing, non è contemporaneo, non parla il linguaggio di oggi e quindi non instaura alcun rapporto passionale con le nuove generazioni.”
E per l'appunto ancora oggi i critici litigano su una sua corretta collocazione tra i generi musicali.
Peccato che la sua musica sia “un genere musicale”…
Quando ci è stata proposta l'incisione di un intero album di sue musiche abbiamo riflettuto molto. Innanzitutto il problema era cosa incidere, esisteva qualcosa di interessante ancora non inflazionato e possibilmente inedito? La risposta era si… e no!
La nostra formazione è un Trio composto da chitarra, violino e viola; ai tempi della proposta avevamo già in repertorio alcuni suoi pezzi, delle trascrizioni che avevo fatto per un programma da concerto di musica del ‘900. Erano molto fedeli alle originali e suscitavano sempre un'ottima risposta dal pubblico. Avrebbero riempito però meno della metà di un disco. Cosa fare?
Enea aveva appena ricevuto in regalo le Quattro stagioni arrangiate per chitarra sola da Sergio Assad e dopo averle guardate ed ascoltate ci rendemmo subito conto di essere di fronte a quattro pezzi meravigliosi, tanto da farci venire il dubbio che Piazzolla le avesse scritte originali per chitarra perdendole subito dopo e che Assad le avesse ritrovate!
Scherzi a parte, a questo punto eravamo ad un passo dal decidere se saremmo riusciti mai a dar luce a questo progetto e, come la lampadina di Archimede, trovammo un pezzo originale che avremmo potuto suonare ed incidere: Histoire du Tango! La versione pensata da Piazzolla è per chitarra e flauto ma in ambito classico la prassi esecutiva ottocentesca contemplava la sostituzione in casi estremi del flauto con il violino essendo la parte ed il registro esattamente gli stessi.
Il risultato lo avete tra le mani, una raccolta di alcune tra le pagine più belle scritte da un genio sempre poco considerato e osteggiato in vita, ma rivalutato e mitizzato dopo la sua morte.

NOVECENTO, Featuring... - JUST MUSIC (NIC061)
"In un certo senso questo album è un omaggio al nuovo corso degli avvenimenti che ci riguardano. Quando nel 1997 abbiamo deciso di ritirarci dalla carriera " live " per dedicarci alla produzione, pur con il tanto successo che avevamo avuto come gruppo, le più rosee aspettative non ci lasciavano immaginare quello che poi è effettivamente successo. Abbiamo lavorato in silenzio, inventandoci una nuova strada che ci appassionasse. Questo album, su cui abbiamo lavorato davvero parecchio, riunisce alcuni dei musicisti che stanno collaborando con noi, mentre per alcuni di loro stiamo addirittura producendo.
Va detto che la nostra intenzione non era quella di realizzare un album prettamente jazzistico, quello che più ci interessava era proporre le peculiarità proprie dei grandi jazzisti in una ricerca che si sviluppasse a cavallo tra la musica afroamericana e la nostra esperienza di musicisti nell'ambito del pop, considerato anche questo particolare momento storico in cui il jazz spesso attinge repertorio proprio dal mondo del pop.
L'ispirazione per ciascun brano é venuta sia da noi sia anche grazie all'apporto che questi grandi personaggi hanno dato nelle varie collaborazioni.
Per citare un esempio: il brano " VISION " inizialmente era stato concepito in maniera diversa, ma dopo l'intervento di WAYNE DOCKERY al contrabbasso che ha dato quella particolare impronta al brano, ne abbiamo "spostato" la direzione con un risultato molto più soft e, a mio avviso, molto accattivante.
Definirei quindi questo album un work in progress lungo quattro appassionanti mesi. Mesi in cui la collaborazione, spesso gomito a gomito, ha contribuito allo sviluppo di ognuno dei temi presentati. Per non parlare del fatto che, Cobham in testa, buona parte dei nostri ospiti sono gli idoli dell'inizio del nostro fare musica e, se con gli altri l'incontro è stato successivo, non per questo è stato meno importante. Potevamo ritornare solo lì."
Novecento

STANLEY JORDAN, Featuring... - JUST GROOVE
Negli ultimi anni, dal punto di vista discografico, Stanley Jordan non è stato certo un artista particolarmente prolifico. Mancava dal panorama discografico dal 1998, anno in cui uscì il suo Live in New York, e dagli studi di registrazione dal 1994, anno del suo Bolero, visto che nel mezzo uscì solo un The Best of... datato 1995.

Va da sé, quindi, che questa nuova produzione rappresenta un altro fiore all’occhiello della Nicolosi Productions dei fratelli Nicolosi che ne avevano dato un'anticipazione nel loro precedente "Featuring...".
Dreams of Peace è un album che si inserisce perfettamente nella produzione di Jordan, sempre a cavallo tra il jazz (ricordiamo i titoli pubblicati con Blue Note ed altri) e le sue storiche interpretazioni di temi "patrimonio" della musica del XX secolo, di cui tra tante ricordiamo le sue versioni di Eleanor Rigby (Beatles) e Starway to Heaven (Led Zeppelin).
Se, per completare il quadro, aggiungiamo una componente "nera", vicina al soul ed al funky, avremo questo gustoso album ricco di melodie, di groove e di ballad e non ultimo, degli ospiti illustri, oramai marchio dell’etichetta: Randy Brecker, Danny Gottlieb, Dave Liebman, Guy Barker. Il risultato che ne deriva è un sound di forte impatto ma al tempo stesso ricco di aperture armoniche di classe. Dreams of Peace contiene otto brani inediti anch'essi chiaramente improntati allo stile cui i Nicolosi ci stanno abituando.